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[BETTOLA] Una notte di affari in bettola!

Last Update: 3/25/2016 10:18 AM
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3/25/2016 10:18 AM
 
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Riassunto: Previa missiva, Geinevre e Anya si accordano per incontrarsi proprio nella bettola di Ricard. Si parla progetti in cui sono inclusi materiali leggendari che la mezza vuol credere reali e Alyesine, che vuole crederci quanto lei, acconsente ad aiutare Geinevre e la invita prima a partecipare alle spedizioni di ricerca e recupero e poi a seguirla in Guarnigione. Il tutto cercando di ignorare una scimmietta sbucata da nulla che regala pizzicotti, smorfie e soprattutto puzzette!

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ALYESINE [Tavolo, FU] Ci sono giorni in cui non hai veramente niente da fare e giorni, invece, in cui non hai un secondo libero. E quindi oggi hai sistemato il magazzino, scritto annunci da pubblicare in rocca e hai anche fatto il tatuaggio ad un nano! Ora, visibilmente provata dalla giornata stressante, stai svaccando (voce del verbo: svaccare) su una scomoda sedia della bettola, dopo esserti sistemata nel tavolo vicino al camino, così come hai comunicato a Ginevra via missiva. Hai già ordinato un latte caldo e una crostata che saranno la tua cena. Della crostata rimangono solo le bricioline, ormai, mentre il latte te lo stai gustando poco a poco, stando attenta a non farti venire i baffi bianchi. Indossi la camicia bianca, quella di Gildor. Sopra un gilet nero di pelle (della tua misura). Pantoloni di pelle nera, cintura con 4 pugnali e stivali di pelle, ovviamente neri, con qualche centimetro di tacco. Tutto nella norma, così come la bandana rossa che hai arrotolato al polso destro. Leggi alcune delle missive che sono state lasciate a Ricard: una certa Nephe, guardiana, e Alexandra.

GEINEVRE [Bettola - Sala Comune] Due ore seguenti il tramonto. Chiunque sia questa sedicente Anya, deve aver indovinato la totale incapacità, da parte della meticcia, di azzeccare la posizione del sole e, così, d'essere puntuale. Dopo che il cielo s'è colorato d'arancio, tuffandosi in una risma d'acquerelli infuocati, il suo viso sfregiato, infatti, s'è affacciato più volte all'interno del locale, preda di un'espressione interrogativa che Ricard, ognuna di queste, ha saziato, scuotendo la testa: no, la mercante della frontiera non era arrivata ancora. Ha vagabondato attorno alla bettola fin quando le ombre non si sono allungate, divorando infine ogni centimetro della cittadella; senza l'entusiasmo precedente, fa adesso il suo ingresso e, se l'animorph muovesse gli occhi sull'uscio, inquadrerebbe il figurino di giovane donna incontrata e conosciuta diverse notti addietro: stessi abiti - non ne possiede poi molti -, composti fondamentalmente da una camicetta bianca e delle braghe marroni, che evidenziano un bel paio di gambe tornite, e stessa spada, nella stessa posizione, nello stesso fodero aggrappato alle spalle. Grande è lo stupore della guerriera di cenere quando non soltanto l'Oste le fa comprendere che Anya è giunta, indicandole il tavolo già annunciato nella missiva, ma la misteriosa commerciante parrebbe essere la ragazzina che beveva latte - e che continua a farlo - in quel modo poco ortodosso. Aggrotta la fronte, aggirando boccali festanti e lunghe tavolate, e raggiunge la biondina, mettendo le mani sui fianchi. ''No, dai, non dirmi che tu.'' Non lo dice col broncio o con dispiacere, anzi: le sorride, perfino!

[ATTENDERE RESPONSO]

Sarebbe stata una serata serena, tranquilla, d'affari, se non sarebbe scappata dalla camera del suo proprietario. Lui fuma, a lei non piace, dunque, chiuderebbe la porta a chiave mentre lui parla con il suo stesso fumo e scivolerebbe al piano terra. Non è sola, ci sono due donne oltre all'oste che forse, non si è mai accorto della sua presenza. Non è poi così terrificante! Scende le scale su due zampe e la coda ben tesa, con noncuranza ed un cappellino sulla testa, che a volte farebbe scivolare sulla punta della coda, e ci parlerebbe come un ventriloquo. Si dirige nel tavolo ove è seduta la contrabbandiera e li si piazzerebbe cercando di attirare l'attenzione con salti e versi... Non li abbandonerà per tutta la sera... Darà loro fastidio, con pizzichi, smorfie e puzzette.

>>http://www.greenme.it/images/cappuccino_scimmia.jpg

[PLAY, e buona role, volevo solo importunare hihi]

ALYESINE [Tavolo, Fu] Dovrai depennare un po' di cose dalla lista che hai sistemato in rocca e chiedere a questa Nephe se le cose già ordinate da Alexandra le vuole comunque acquistare a prezzo pieno. Non avevi pensato al via vai tra la Guarnigione, la bettola e la rocca quando ti è venuto in mente il piano geniale dello svuota magazzino. Sospiri per la tua stupidità: beh, vediamo il bicchiere mezzo pieno! La prossima volta non rifarai più lo stesso errore, ecco. Con la mano sinistra afferri la treccina sinistra (le treccine sono due, eh) in cui hai raccolto una parte dei capelli e la tiri verso il basso: la stalla si libera! Via un cane e via due cavalli, per la gioia di Eldr che si prende cura degli animali. Un'ombra copre la luce, già debole, delle varie candele che illuminano il locale. Sollevi lo sguardo per osservare la figura della mezza che ormai sai riconoscere. Ridacchi e cerchi di alzarti in piedi, allungango verso di lei la mano destra come a voler stringere la sua come.. come fanno gli uomini d'affari {Ebbene si! Sono Anya!} Annunci, rassicurata dal sorriso dell'altra. {Il tizio dai capelli lunghi non m'ispirava molta fiducia, se devo essere sincera!} Fai spallucce quasi come se volessi scusarti per lo scherzetto, quindi ti siedi e fai cenno all'altra di prendere posto. La tua idea sarebbe quella di parlare e dire cose ma... puzza, seguita da uno strano essere zompettante, ti fanno ammutolire. Che roba è? Ha dei peli, puzza ed ha un cappellino rosso. Espressione interrogativa, la tua. Il Gatto, però, sembra essere particolarmente interessato a quel cappellino rosso. {Giuro che non è mia questa cosa!} Brontoli in favore della mezza, senza tuttavia spostare lo sguardo da quella strana cosa.

GEINEVRE [Bettola - Sala Comune] Fortuna vuole che le abbiano già insegnato il significato di quel gesto. Ci sono voluti sessantaquattro anni umani e una manciata di giorni, ma meglio tardi che mai. Se lei allunga la mano destra, la meticcia fa lo stesso, non prima di aver strofinato la sua sulla coscia sullo stesso lato. E' la sua prima stretta: nessuno voglia che il palmo sia sudato! Stringe con vigore ed entusiasmo, alzando e abbassando il braccio immaginando che più marcata l'azione sia, maggiore il piacere espresso risulti. ''Come tutte le persone che puzzano. Non posso proprio biasimarti.'' Quando vuole, la mezzosangue sa essere dannatamente seria: ora lo è. Eh no, quell'individuo non le ha fatto assolutamente una buona impressione, e alla guerriera non passa per la testa neppure un istante l'intenzione di scherzarci su. A proposito di puzza: lo scimmiotto che scende le scale, depositando il suo sederino glabro proprio sul tavolo delle due, pare afflitto da un problema assai evidente di flatulenza. Ginevra lo fissa con sconcerto, parandosi istintivamente il volto come se si aspettasse un balzo da un momento all'altro. Rovescia gli occhi in direzione della giovane, ma si tiene all'erta, pronta a intercettare qualsiasi movimento improvviso della creaturina. ''E allora di chi è?'' Gesticola verso il bancone, sperando che, presto o tardi, l'Oste possa ovviare in qualche modo a questa incresciosa situazione. ''...bene, Anya...'' Aggira circospetta il tavolo, sedendo decisamente lontana dalla bestiola e tenendola d'occhio. ''Ho un piccolo progetto di cui vorrei mettere a parte te e i tuoi eventuali... colleghi.''

ALYESINE [Tavolo, FU] La stretta della mezza è decisamente vigorosa e piena di entusiasmo. C'è così tanto entusiasmo che vorresti quasi tenerti il braccio perchè potrebbe sfuggire. Ben presto puoi riprenderti il braccio e sedere al tuo posto. Lo sguardo si alterna tra la mezza e la cosa che fa saltare il cappellino e fa... la linguaccia?!?!? Cos'è questa stregoneria? Gli animali non fanno la linguaccia! La ricambi, comunque. Non deve rimanere impunita! Il Gatto lo pretende. [//Malus: Istinto e Ragione] Tanto ormai Ginevra ha visto il peggio di te, una cosa in più o in meno non farà la differenza. Annuisci quando la mezza parla di Kevin: evidentemente suscitato particolari entusiasmi quella notte. {La curiosità mi divora da quella notte, Ginevra! Vi prego di porre fine alle mie sofferenze!} Accalorata, la richiesta. Perchè in quella lettera c'era scritto tutto e non c'era scritto niente. Solo la tacita promessa in una spedizione atipica, magari al Mercato Nero!!!

GEINEVRE [Bettola - Sala Comune] Anya e la scimmia si scambiano una linguaccia: la mezzosangue fissa l'umana e l'animale - senza immaginare che condividano qualcosa in più di quel gesto -, e lo fa con un'espressione non del tutto dissimile da quella che disegnò osservandola bere con la lingua. Come i gatti e i cani. Fonte inesauribile di sorprese, l'animorph, c'è da dire. Che provi pure ad assestarle un pizzico, del resto, la creatura col cappellino e le abilità circensi: Ginevra reagirebbe male, fin da ora fulminandolo con lo sguardo, truce. E' provando a parlare sopra le scorregge e i versi buffi, che la guerriera di cenere risponde alla giovane donna. ''Dammi del tu'' mormora trafficando con la camicetta, all'interno della quale sta un foglio di pergamena. Lo srotola sul tavolo. Se Anya si sporgesse sul cartiglio, potrebbe vedere il disegno abbozzato di un'arma. Una spada lunga. ''Questo progetto è di mio padre. Vedi, l'acciaio di questa spada sembrerà normale, ma il metallo per cui è stata pensata non è comune. Esiste un materiale elfico, molto leggero e resistente, che quelli della mia gente chiamano mithril. Un materiale che le forge diffuse non possiedono. E' apparentemente introvabile. Ma qualcuno mi ha detto che i mercanti della frontiera possano procurare tutto, quindi ho pensato che...'' Non conclude la frase sia perché non ce n'è bisogno, sia perché lo scimmiotto si avvicina e, come prima, la meticcia si allontana dal tavolo, al riparo dalle sue zampacce.

ALYESINE [Tavolo, FU] Lo sconcerto di Ginevra è tutto sommato tollerabile. Poteva andare peggio, ecco. Le regali un sorriso un po' imbarazzato e fai spallucce. Certe volte il Gatto non si frena: lui deve vincere, sempre! E tu non puoi far altro che assecondarlo. Osservi la mezza recuperare un rotolo di pegamena e dispiegarlo sul tavolo. Ti alzi in piedi, per poter osservare bene il progetto dell'arma. Uh, bella. Certo tu non ci capisci niente, ma il disegno è bello. Ti lasci ricadere pesantemente sulla sedia e, un occhio alla scimmia e uno alla mezza, ascolti tutta la storia del metallo, annuendo di tanto in tanto. Inclini il capo verso sinistra e, se avessi la coda, sicuramente sarebbe posizionata in modo particolare, ad indicare le rotelle nel cervello che si muovono. La mano sinistra si solleva e l'indice s'infossa nella guancia sinistra. {Mithril.} Ripeti, probabilmente pronunciando male il tutto. {Mai sentito, devo essere sincera.} Schietta e meditabonda. {Voi l'avete mai visto questo metallo? Immagino di no.} Domanda e risposta, in cerca di conferme.

GEINEVRE [Bettola - Sala Comune] Contrariamente alla giovane umana, Ginevra resta seduta. Le lascia tutto il tempo del mondo per studiare il disegno della lama, osservando prima la pergamena, poi il suo volto, sulle spine. Si mordicchia il labbro inferiore. Questo è il momento cruciale, in attesa di una replica da parte di Anya. Una replica che non si fa attendere: e, prima coi gesti, poi con le parole, la fa afflosciare sulla sedia. Ma va tutto bene, in fondo, sebbene la parte più immatura di sé le suggerisse che questi sedicenti mercanti avessero chissà quale scorta fornita di mithril nei loro magazzini. Suvvia, un po' di realismo. ''No'' conferma l'impressione dell'animorph, scuotendo la testa e dedicando un'altra occhiata truce allo scimmiotto. Che diamine, creaturina, qui due donne parlano d'affari e tu metti loro i bastoni fra le ruote? ''E devo ammettere che in molti sono nelle stesse condizioni. C'è chi crede che sia una leggenda; chi, invece, il prosieguo di una superstizione. E altri, infine, che non ne hanno mai sentito parlare. Però, vedi, mio padre - che è umano, e che sposò un'elfa - apprese dell'esistenza del mithril da mia madre, e questa spada le apparteneva. Ma è andata perduta. Vorrei farla ricreare. Dov'è che andreste a cercare?'' le domanda prevedendo che non andrebbe sola, qualora accettasse la commissione.

ALYESINE [Tavolo, FU] Con una spada del genere forse potresti aver voglia d'imparare a combattere, solo per renderle omaggio. Ma anche tu hai una bella spada, piccola mutafoma. Sposti lo sguardo sull'essere peloso e poi di nuovo su Ginevra. C'è anche scritto ANYA sopra e l'hai pagata con il tuo primo stipendio quando avevi qualcosa come otto anni. Sta facendo la muffa non si sa dove, forse sotto il letto o forse nell'armeria. Ma ora non è il caso di pensare alla tua arma, bisogna concentrarsi su Ginevra e il suo metallo speciale. Ginevra che, è evidente, rimane delusa dalle tue iniziali parole. [Sensazioni del contrabbandiere liv3] Non vuoi darle false speranze, ma bisogna ancorare bene i piedi al terreno quando si parla di storie antiche. {Possiedo diversi fornitori. Alcuni sono decisamente... regolari, se riesci a capire cosa intendo. Altri sono meno collaborativi, meno onesti ma più fantasiosi. Vorrei iniziare la ricerca da questi ultimi perchè ho maggior fiducia nelle loro capacità di recuperare oggetti.} Le spieghi: ti mantieni sul vago ma è facilmente possibile leggere tra le righe. Fissi gli occhi azzurri nei suoi verdi, dimentica della presenza della scimmietta {Qualora dovessi riuscire a trovare la persona giusta, vista la natura dei collaboratori, probabilmente acquisterò solo una piccola quantità di metallo per farlo testare dai Maestri dei Mestieri. Se risulterà essere quello giusto allora tornerò a comprarne altro.} Questo è il piano brillante che ti è venuto in mente così, su due piedi. Probabilmente tra qualche ora il piano cambierà di nuovo ma... tutto bene. {Vieni con me!} Le proponi, di getto. E di solito non lo proponi mai, beninteso. Infatti ti stupisci.

GEINEVRE [Bettola - Sala Comune] Mentre si sporge, inclinando il busto verso il tavolo, l'elsa della spada è ancor più visibile, sopra la spalla destra. Lei sa usarla bene, quella, ma la sua espressione, probabilmente ingenua, e un corpo non certo totalmente definito, parrebbero suggerire un'inesperienza pari, se non superiore, a quella di Anya, che sembra non portare armi con sé. Le elucubrazioni altrui, la meticcia le accompagna con gli occhi prima ancora che divengano affermazioni: pende dalle labbra della mercante, aspettandosi chissà quando, chissà come, una piccola apertura per le sue fragili speranze. E l'apertura arriva, e le regala un sorrisetto raggiante. Nella testa della mezzosangue prendono a rincorrersi i pensieri più disparati, figli delle trame dipinte dalla sua fervida immaginazione: immense cave, tuffate nel profondo della terra dai nani e dalle alte creature sotterranee, ricolme di tesori, stregati e non; e un'avventura fantastica fra cunicoli e tunnel, sorvegliati da bestie maligne. E' qui che si procurano le risorse, questi collaboratori meno onesti? E' sempre qui che si garantiscono della merce pregiata e di qualità? Deve esser così. E fra questa merce, deve esserci anche il mithril. Quando Anya fa la sua proposta, la meticcia risponderà sprizzando entusiasmo da tutti i pori, stringendo i pugni e agitandoli in segno di vittoria. ''Te l'avrei chiesto io!'' L'esclamazione la distoglie dallo scimmiotto, che infatti approfitta della distrazione di lei per pizzicarle una guancia e per tornare rapidamente sul tavolo. Dannato! Rivolge uno dei pugni verso di lui, minacciosa, ma poi torna a osservarla, febbrile. ''Quando si parte?''

ALYESINE [Tavolo, FU] I pensieri di Ginevra, per fortuna, non sai leggerli o lasceresti ora e subito la carica si Signore della Frontiera a Cristobal per andare a trovare i nani che costruiscono imperi sotto le montagne. E gli elfi che vivono a Gran Burrone. O magari potresti raggiungere la Signora di Lórien! Magari potresti anche incontrare una specie di nanetto più umano con un anello da distruggere, non si sa mai. Ma shhhhhhhhhh. Sh! Sh! Shhhhhhhhhhhh! Che stai dicendo? Taci, folle mente. Taci. L'entusiasmo della mezza ti distoglie dai pensieri che non sono tuoi e ti fa ridacchiare, questo insieme al pizzicotto ben assestato della scimmia la quale, dopo essere stata minacciata dalla mezza, ti volta le spalle per poter piazzare un peto sulla fascia. Le esalazioni velenose ti costringeranno ad un rapido scatto, così da mettere tra te e l'essere inquinante almeno un metro buono. {Pussa via!} Esclami, nella speranza di risultare convincente. Quindi, a debita distanza dal tavolo, cerchi di nuovo Ginevra {Il tempo di organizzare lavoro e spedizione. Ci vorranno alcuni giorni di marcia, sia per andare che per tornare. Abbiamo un carretto, ma non è la cosa più comoda di questo mondo.} Fai una smorfia: sogni un carretto con i sedili imbottiti e rivestiti di velluto. Perchè non li inventano? {Potresti venire con me stasera, in Guarnigione.} Proponi. Devi proprio avvertire un certo feeling con questa mezzelfa, altrimenti non si spiega tanta imprudenza! Sarà perchè in passato ti sei innamorata di lei? Dev'essere così, sì!

GEINEVRE [Bettola - Sala Comune] Considerando quel che succede fra Anya e la scimmia, la meticcia, massaggiandosi la guancia pizzicata, può dirsi fortunata. Tuttavia, le narici sviluppate traggono comunque più del dovuto, e la nube tossica a un paio di metri è da lei avvertita come se le fosse esplosa in pieno volto. ''Puzzi, scimmia! Oste, e che diamine!'' esclama cercando nuovamente di reclamare l'attenzione di Ricard, che pare però più interessato a strofinare posate e calici muffiti, anziché guadagnarsi anch'esso le mire della creatura mefitica. Ripiega il braccio sul volto, così che l'incavo fra bicipite e avambraccio dia qualche istante di requie alla bocca e al naso. Si alza, la sedia strusciando rumorosamente sulle assi malandate, annuendo alla volta della giovane umana. ''Poco male'' mormora, e la voce fuoriesce soffocata, come se una pezzuola le coprisse il volto. ''Ho viaggiato in condizioni peggiori. Fondamentalmente a piedi.'' Ed è la verità. Coi distruttori alle spalle e una scia di sangue e morte a seguire ostinatamente le tracce del suo corteo. All'ultima domanda, segue un pizzico d'esitazione. L'animorph dovrebbe aver imparato a conoscerla sufficientemente da aspettarsi una reazione del genere: non ama molto il contatto con la gente, e il fatto che abbia scelto la stanza all'angolo più remoto dei piani superiori della bettola, la dice lunga. Ma poi fa un ulteriore cenno d'assenso, venendo meno alla sua diffidenza e accettando anche questo compromesso. ''Va bene. Di grazia, chi ci vive?'' La sua domanda suonerebbe il più disinteressata possibile.

ALYESINE [Tavolo, Fu] {Ricard non ti pago la cena!} Lo minacci, grugnendo. Non si scompone, non lo fa mai! Ah, se le pareti potessero parlare racconterebbero di quante ne ha scampate Ricard in vita sua. Altro che scimmietta e scimmietta! Con un cenno del capo fai capire a Ginevra -o almeno tenti- che vuoi cambiare aria. In tutti i sensi. Per questo ti sposti verso il bancone, trascinando anche le lettere con te. La scimmietta non sembra aver capito che desideri la sua lontananza perchè prende a seguirti, posizionandosi nel punto in cui inizia il bancone, sopra il legno rovinato dal tempo. Tu la guardi, poi sposti la tua attenzione sul fuoco e poi ancora su di lei. Sarebbe un buon piano, questo. La scimmia di guarda, poi guarda il fuoco e poi di nuovo te. Sembra aver capito l'antifona perchè rimane piantata ad inizio bancone mentre tu ti sei sistemata verso la metà dei sedili. Ecco, maledetta scimmia! L'oste ti allunga un'altra missiva: dev'essere arrivata da poco. Con un cenno della mano sinsitra lo ringrazi: è troppo prezioso per i tuoi affatti, non puoi non pagare la cena! Non ti sei accorta della reticenza della tua compagna di bevute, o meglio... non cosciamente. {Oh. Siamo io, il mio fidanzato} e ora la guardi, con attenzione, facendo una lunga pausa. Sei un po' gelosa, Anya? Chi? Tu??? {che si chiama Will, una mezzelfa come te che si chiama Anna e poi c'è Eldr, un ragazzo della mia età. Un tuttofare.} Pochi ma buoni, direi. {E abbiamo tante stanze libere. E anche delle torri in mezzo al nulla e disabitate se può farti sentire meglio.} Ridacchi.

GEINEVRE [Bettola - Sala Comune] Oh, guarda un po'. La scimmietta s'è innamorata di Anya al punto da seguirla fino al bancone, poco distante dal tavolo finora occupato. Beh, sarebbe davvero un peccato disturbare un amore tanto passionale e cocente. Non disturberà i due piccioncini, niente affatto: rimane fra bancone e tavolo, a metà strada fra l'accesso ai piani superiori e l'uscita, sì che le sia immediato, eventualmente, raggiungere una delle due vie di fuga, qualora la situazione dovesse scaldarsi ancor più. Tanto ci sente benissimo comunque. Soltanto ora, con la nube a diradarsi, rimuove il braccio dal volto, agitando poi la stessa mano per ridurre totalmente gli ultimi fiati di puzzo davanti al naso. Ginevra è una mezzosangue di sessantaquattro anni e una manciata di giorni, i diceva qualche riga più su. Eppure, è lecito credere che sia la giovane umana quella esperta nelle relazioni, quella smaliziata e audace, quella esperta. Lei, infatti, non coglie il riferimento all'uomo, valutando l'informazione senza che le passi per l'anticamera del cervello un sentimento come quello della gelosia. No, è del tutto disinteressata: quelle rivelazioni le servono per farsi unicamente due conti. ''...no, no. Una delle camere libere andrà bene.'' Imita la risatina, sebbene la sua sia leggermente più nervosa [istintiva diffidenza]. Dà un'occhiata al soffitto, là dove idealmente si trova la sua camera. ''Devo prendere le poche cose che ho e saldare il conto di questo gentiluomo'' mormora fissando di sottecchi Ricard, che, come nel caso dell'animorph, non si scompone minimamente. E già s'avvierebbe verso le scale, domandando in ultimo: ''Mi aspetti? Faccio in fretta.''

ALYESINE [Bancone, FU] Annuisci alle parole di Ginevra. {Certo. Altrimenti non sapresti raggiungere la Guarnigione. E'.. un po' nascosta, ecco.} Un po', eh?! Quando avevi otto anni e un senso dell'orientamento come quello di... di... di... di una persona senza un briciolo di senso dell'orientamento non riuscivi a trovarla mai e vagavi nei boschi in cerca di una torretta. Fortunatamente dopo dieci anni le cose sono migliorate. E hai scoperto qualche interessante sentiero. Anche questo, si. Prendi ad osservare la scimmietta, ora che Ginevra si è spostata altrove. Nel frattempo cerchi anche di aprire l'ultima missiva: la curiosità è troppa per poter resistere un secondo di più. [//Malus: Curiosità] Poche parole, chiare e concise. E chi le scrive? Ser Kevin, il tizio che puzza e ha i capelli unti. {Bleah!} Ci manderai Cristobal, perchè Calya è una mezzelfa come Ginevra e hai la sensazione che potrebbe non riuscire a tenere testa al tipo come l'altra. Ah, dovrai raccontare alla tua nuova compagna di squadra che esiste una runa per aprire in sicurezza il portone d'ingresso in guarnigione o potrebbe saltare in aria!

GEINEVRE [Bettola - Stanza Privata -> Sala Comune] Non appena ha aperto la porta, nelle orecchie puntute echeggiando il monito di Anya, è stata investita dal consueto odore di muffa e un qualcosa che neppure il suo naso ha saputo finora definire. Si accovaccia su un lato del letto e, alzata la coperta, che carezza il pavimento sudicio, recupera una piccola sacca che contiene tutti i suoi averi: un paio di ricambi, qualche boccetta d'inchiostro e una manciata di fogli di pergamena. Se la ficca su una spalla, chiudendosi poi il legno dietro la schiena senza più guardarsi attorno. E' pronta, e non lascia alcun ricordo. Torna giù, fissando Anya, poi l'Oste, infine lo scimmiotto. Da quando è salita in cima alle scale a quando le ha discese a due a due, non sono passati che alcuni, miseri minuti. ''Possiamo andare'' mormora massaggiandosi la porzione di pelle fra naso e labbra con l'indice.

ALYESINE [Bancone - Esterno, FU] Richiudi la lettera e riprendi a fissare la scimmia. Tu contro di lei. Gatto contro Scimmia. Secondo me vince il Gatto! Ginevra ti trova così, intenta a ricambiare lo sguardo di quel coso peloso. Le sue parole quasi ti fanno saltare in aria. Sposti lo sguardo su di lei e annuisci {Sì, sì! Subito!} A te non basterebbe una sacca per trasportare tutte le cose che hai accumulato nella tua stanza della Guarnigione, poco ma sicuro. Recuperi la mantella e la sciarpa. Li indossi, senza mollare le lettere e senza staccare gli occhi dal tormento della serata. Quando sarai pronta per uscire senza rischiare una broncotroncopolmonite (che non esiste, ma qui siamo tra noi) ti muoverai in direzione della porta, cercando di non dare confidenza alla scimmia. {Oscura letitia, Ricard!} Solo quando tu e la mezza riuscirete a guadagnare l'uscita senza l'essere peloso tirerai un sospiro di sollievo. {Devo fare una sosta per sistemare un annuncio nella rocca dei messaggi} confidi alla mezzelfa {e ricordami d'insegnarti la runa da disegnare sulla porta della guarnigione} sussurri, sistemando la sciarpa. {Senza la runa la porta beh.. dovrebbe esplodere o una cosa simile.} Quanti soldi saresti disposta a sacrificare per poter sentire i pensieri della mezza?

GEINEVRE [Bettola - Sala Comune -> Esterno] Il tragitto che le due donne compiono in direzione della porta, la meticcia lo impegna guardandosi di tanto in tanto alle spalle, per fissare con le palpebre semichiuse lo scimmiotto: gli suggerisce di rimanere lì, pena una punizione molto dolorosa. L'aria notturna è uno schiaffo in pieno volto, ma piacevole. Il tepore e il tanfo della bettola cominciavano realmente a starle stretti. Passeggia tranquillamente, limitandosi ad annuire al pensiero di dover deviare verso la rocca pubblica; e ad assumere un'espressione pensosa quando si parla di 'disegno', e di 'runa'. E' nuova di queste terre e una sprovveduta in fatto di roba arcana: ne viene fuori un disastro. ''No, non ho capito.'' Eppure ci sente benissimo. Quindi, oltre a bere latte con la lingua e a fare smorfie alle scimmie, ignora anche il fatto che si dica Luna, e non Runa? E poi perché la porta dovrebbe esplodere, se non vi si disegnasse su la luna?! E' probabile - ma che dico: è scontato - che la meticcia abbuffi di domande l'animorph lungo tutto il percorso che le separa dalla guarnigione.



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